martedì 31 agosto 2010

Non un temporale


Non un temporale in questo agosto, pochissima la pioggia. Niente ad impattare e dilavare via quest'aria pesante. Solo ieri un vento che sembrava parlasse ha ridato il ceruleo a tutta la volta celeste. L'ultimo giorno di agosto. L'estate che qui sembra non terminare mai, i pensieri fioriti al principio ed ora ad un passo dalle stelle sentono illanguidire le radici. Ancora sentieri sconosciuti, ancora lontano dalle luci elettriche, ancora annodarsi in un abbraccio con la notte senza più richiami dagli altri monti. L'alba sorge più tardi ed io mi sveglio un attimo prima per spiarne i primi echi. I limpidi cieli di Settembre daranno giustizia all'estate, non senza un temporale, non senza una brezza pulita, senz'altro facendo a meno delle vacanze che tornano in città...

domenica 22 agosto 2010

Due pietre verdi


I fiumi nelle valli in agosto. Tra la sabbia fine due pietre verdi. Hanno scansato la corrente, dopo aver navigato tra rapide e vortici. Ora in questa deriva pensano al fiume che le avrebbe gettate in mare. Tentano di mimetizzarsi, il loro splendore le tradisce ed io le raccolgo. Sono con me ora a due passi dal mare ma non oso gettarcele. Voglio che vedano le acque azzurre e verdi e che si specchino. Le riporrò dove un torrente finisce nel mare ma al sicuro perchè scelgano se assaporare il sale, se lasciare ancora travolgersi tra i ciottoli, correre ancora a pelo d'acqua e infine incontrare le alghe, i granchi e le sabbie dorate...









disegni sparsi dall'appennino alle alpi ancora in cerca e di nuovo trovando qualcosa che pian piano sedimenta: sarà un frutto meraviglioso...

giovedì 12 agosto 2010

Julien


Volevo essere selvaggio ma non quanto riusciva ad esserlo lui. Volevo essere pazzo ma non quanto lui lo fosse già. Volevo affrontare tutto di petto ma non riuscivo a fare muro come lui. Volevo vedere cosa ci fosse in strada ma non ero solo come lo era lui. E infine Julien è andato via e ha scelto la strada. Bistrattava gli affetti, pretendeva l'impossibile, faceva girare la testa su strade che conosceva solo lui. Andava e veniva di continuo, e ogni volta che tornava restava poco, portava scompiglio e ti faceva crescere la rabbia per non riuscire più a stargli vicino.Era un amico Julien, portava un sorriso beffardo che sfiorava la follia. Era cresciuto in strada e in mare, nelle campagne e aveva percorso km e km di autostrade, fracassato più di un camion, mille storie di spericolatezza. C'era da ridere a sentirlo raccontare, un pò meno se ti ci trovavi insieme. Qualche parola gliela devo, ed è davvero poco e serve davvero a poco, ma un ricordo è importante fissarlo perchè pensare che sia scomparso e nessuno se ne accorga è troppo. Ed è stato bello salutarlo sulla banchina in una giornata meravigliosa con la musica di De Andrè che gli piaceva e con lo scoppio di qualche fuoco d'artificio e applausi. Dovevo pensarci fin quando eri qui a ritrarti, forse sarebbe stato un modo per farti stare un pò fermo. Ciao Julien, al paradiso non ci crediamo ma ti immagino in un campo sterminato con attorno tutto quello che desideravi.

giovedì 5 agosto 2010

Fiore che non ti conosco


Sfera compiuta, nucleo che irradia, infiorescenze delicate e bianche.
Fiore che non ti conosco mi hai aspettato sulla strada e hai voluto che ti guardassi.
Hai foglie che pungono, aculei sottili racchiusi in un pieno nocciolo.
Per coglierti ho bisogno di tagliarti alla base o meglio ancora sradicarti.
Per riporti dove? Sopporteresti la discesa al mare?
Forse vuoi che io non discenda più da questo altopiano dove sono rotolato giù dopo un'aspra salita. La discesa è stata rapida e pensare alla risalita c'è da scoraggiarsi.
Resto fluttuante attorno a te con sotto una terra rossa e fertile che nessuno abita più.
Fiore che non ti conosco so che tu non ti chiudi al tramonto e puoi trattenermi tutta la notte.
C'è da temere in questo altipiano di felci, noci e quercie?
Se mi addormento ti ritroverò qui al mattino?
Ed io sarò ancora vivo?